Un WebGIS per la gestione integrata delle risorse idriche

°OTIX

Un WebGIS per la gestione integrata delle risorse idriche

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Sorgis-LC

Un WebGIS per la gestione integrata delle risorse idriche

[case-study-color] #06c [/case-study-color] L’acqua è una delle risorse più preziose di un territorio, ma anche una delle più complesse da osservare e comprendere. Soprattutto quando il suo funzionamento dipende da sistemi profondi, caratteristiche geologiche, sorgenti, fenomeni ambientali e informazioni raccolte attraverso attività di studio e monitoraggio. [nl]new-line[/nl] Questa esigenza è al centro del progetto [b]Gestione sostenibile, integrata e sfruttamento delle risorse idriche dell’acquifero profondo di Monte Alpi – Sorgenti ipotermali dell’area La Calda, Latronico (PZ)[/b], finanziato nell’ambito del PNRR – M2C1I3.2 Green Communities. [nl]new-line[/nl] Per tradurre il patrimonio di dati prodotto dalle attività di studio e monitoraggio in uno strumento realmente consultabile, OTIX ha sviluppato un [b]WebGIS per la raccolta, l’organizzazione e la visualizzazione interattiva delle informazioni territoriali, ambientali e tecnico-scientifiche[/b], affiancato da un sito web dedicato alla comunicazione del progetto e alla diffusione dei suoi contenuti anche verso un pubblico non specialistico. [h2]La sfida non era semplicemente rappresentare un territorio su una mappa, ma costruire uno strumento capace di restituirne la complessità attraverso livelli di informazione diversi.[/h2] Il progetto si inserisce nel programma [b]Green Communities[/b], che promuove modelli di sviluppo sostenibile fondati sulla gestione integrata delle risorse e sulla collaborazione tra territori. In questo contesto, il [b]Comune di Latronico[/b] opera come ente capofila di un raggruppamento di Comuni, chiamati a condividere strategie, strumenti e azioni per la valorizzazione del patrimonio ambientale e delle risorse locali. [pic]magazine/article124/1.png[/pic] [h3]Una geografia fatta di dati[/h3] Un sistema idrico sotterraneo non può essere raccontato attraverso un’unica informazione. Per comprenderlo è necessario mettere insieme dati geologici, geomorfologici, idrogeologici e ambientali, integrandoli con informazioni provenienti da sondaggi, attività di campo, sensori, stazioni meteo e documentazione tecnico-scientifica. [nl]new-line[/nl] Il lavoro di OTIX è partito proprio da qui: dalla costruzione di una struttura capace di accogliere fonti differenti e trasformarle in [b]layer cartografici coerenti e interrogabili[/b]. [nl]new-line[/nl] Il WebGIS permette infatti di sovrapporre diversi livelli di lettura del territorio, tra cui [b]Carta Geologica, Carta Geomorfologica e Carta Idrogeologica[/b], attivandoli e confrontandoli all’interno della stessa interfaccia. La mappa diventa così una sorta di atlante digitale dinamico: non una rappresentazione statica, ma un ambiente nel quale ogni livello aggiunge una nuova informazione alla comprensione complessiva dell’area. [pic]magazine/article124/2.png[/pic] [h3]Dietro la mappa, un sistema costruito per gestire la complessità[/h3] La semplicità dell’esperienza di consultazione è sostenuta da un’architettura tecnologica progettata per organizzare e aggiornare nel tempo grandi quantità di dati geografici. [nl]new-line[/nl] La componente cartografica utilizza [b]MapLibre GL JS[/b] per la visualizzazione dinamica dei diversi livelli informativi, mentre il servizio di elevazione [b]Esri/ArcGIS[/b] consente di integrare la dimensione altimetrica e tridimensionale del territorio, offrendo una lettura più completa dell’area di studio. [nl]new-line[/nl] I dataset geografici, gestiti in formato [b]GeoJSON[/b] e organizzati all’interno di un database [b]MySQL[/b], vengono strutturati in modo da associare a ogni elemento cartografico geometrie, attributi e layer tematici. Questo consente di interrogare, filtrare e aggiornare le informazioni in maniera puntuale, mantenendo il sistema flessibile e predisposto all’integrazione progressiva di nuovi dati. [pic]magazine/article124/3.png[/pic] [h3]Dalla ricerca scientifica alla conoscenza condivisa: rendere i dati accessibili significa trasformarli in valore per il territorio.[/h3] Uno degli aspetti più interessanti del progetto è la capacità di mettere in relazione due esigenze apparentemente molto diverse: la precisione richiesta da tecnici e amministrazioni e la necessità di rendere le informazioni comprensibili anche a chi non possiede competenze specialistiche. [nl]new-line[/nl] Per questo il WebGIS è stato progettato con diversi livelli di accesso e utilizzo. Tecnici e amministratori possono operare attraverso profili dedicati, mentre le informazioni destinate alla consultazione pubblica vengono organizzate attraverso un’interfaccia chiara e accessibile. [nl]new-line[/nl] La progettazione [b]responsive[/b] permette inoltre di utilizzare il sistema da desktop, tablet e smartphone, mantenendo leggibili mappe, legende e schede informative anche durante la consultazione sul campo. [h3]Un patrimonio di conoscenza che può crescere nel tempo[/h3] Un sistema di questo tipo non nasce per produrre una fotografia definitiva del territorio. È stato progettato, al contrario, per accogliere progressivamente nuovi dataset, aggiornare le informazioni esistenti e mantenere una base conoscitiva capace di evolvere insieme alle attività di studio e monitoraggio. [nl]new-line[/nl] A questa dimensione tecnico-scientifica, OTIX ha affiancato un lavoro dedicato alla c[b]ostruzione dell’identità e della comunicazione del progetto[/b]. Dalla definizione del naming [b]SORGIS-LC[/b] e della sua immagine visiva fino allo sviluppo del [b]Sito Web[/b] e della sezione News & Risorse, l’obiettivo è stato quello di dare riconoscibilità a un sistema complesso e creare un linguaggio capace di accompagnarne la comunicazione verso pubblici differenti. Il sito raccoglie documenti, aggiornamenti e contenuti divulgativi, affiancando alla precisione scientifica del WebGIS uno spazio attraverso cui raccontare obiettivi, attività e risultati in modo più accessibile. [nl]new-line[/nl] Il risultato è uno [b]strumento che rende il dato scientifico più leggibile[/b] senza impoverirlo e che trasforma la cartografia in una vera infrastruttura di conoscenza.

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